Diottria e acuità visiva: non sono la stessa cosa

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Capita spessissimo che, guardando la ricetta dell’oculista, il cliente chieda: “Ma quanto mi manca?”.
Per rispondere bene, è importante chiarire una volta per tutte la differenza tra diottria e acuità visiva.

Che cos’è l’acuità visiva (i “decimi”)

L’acuità visiva è la capacità dell’occhio di distinguere i dettagli fini a una certa distanza standard, di solito 5-6 metri ritenuti l’infinito ottico dove cioe i raggi viaggiano paralleli tra loro
Si misura con le classiche tabelle di lettere o simboli (ottotipi) e si esprime in “decimi”: 10/10, 8/10, 5/10, ecc.

In pratica:

  • 10/10 significa una vista considerata “normale” o completamente efficiente a quella distanza.
  • 5/10 significa che la persona vede solo la metà dei dettagli che vedrebbe un occhio considerato normale.
  • Alcune persone, con occhi particolarmente performanti, possono avere anche più di 10/10 (ad esempio 12/10 o 14/10).

L’acuità visiva quindi descrive quanto nitidamente vedi, non quante diottrie hai.

Che cos’è la diottria

La diottria è l’unità di misura della potenza di una lente (occhiale, lente a contatto, lente intraoculare) necessaria per mettere a fuoco l’immagine sulla retina.
È il numero che trovi sulla prescrizione accanto a sfere, cilindri e addizioni.

In parole semplici:

  • Diottrie negative (es. –2.00) servono per correggere la miopia.
  • Diottrie positive (es. +2.00) servono per ipermetropia e presbiopia.
  • Diottrie cilindriche (con un asse) servono per l’astigmatismo.

La diottria quindi descrive quanto è forte la lente che serve per farti vedere bene, non la tua capacità visiva (“i decimi”).

Perché “decimi” e “diottrie” non sono la stessa cosa

Qui sta il punto delicato: diottrie e acuità visiva parlano di cose diverse.

I decimi (acuità visiva) misurano la prestazione dell’occhio: cosa riesci effettivamente a leggere sulla tabella, con o senza correzione.

Le diottrie misurano invece la correzione ottica necessaria per ottenere quella prestazione: la “forza” degli occhiali, non la quantità di vista.

Per questo motivo:

  • Una persona può avere –1.00 di miopia e vedere 4/10 senza occhiali, un’altra può avere –1.00 e vedere 6/10: dipende dall’occhio, non solo dal numero di diottrie.
  • Due persone entrambe con 10/10 con gli occhiali possono avere prescrizioni diversissime: una –1.00, l’altra +4.00, ma la loro acuità visiva corretta è la stessa.

In altre parole: le diottrie misurano gli occhiali, i decimi misurano come vedi.

Come rispondere al famoso “quanto mi manca?”

Quando il cliente, guardando la ricetta, chiede “quanto mi manca?”, sta mescolando decimi (vista) e diottrie (lente).
Una risposta chiara potrebbe essere:

“Quello che vede sulla ricetta (es. –2.50) non è quanti decimi ha, ma quanto deve essere forte la lente per farla arrivare a 10/10.”

“Per sapere quanti decimi ha servirebbe il risultato dell’esame sull’ottotipo, non il numero delle diottrie.”

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